Aeroplani di carta

Questo cantiere curato da Psi.f.i.a. sviluppa iniziative di studio e progetti per il supporto psicologico ed emotivo di bambini e loro famigliari in ospedale.  psicologico.  Aiutare il bambino a riconoscere il reparto come un ambiente familiare, tradurre le informazioni sulla diagnosi e le cure in un linguaggio quanto più in sintonia con il suo bisogno di accoglienza emotiva, contenere ansie e timori durante le visite e i trattamenti, utilizzare il gioco come strumento per elaborare e tollerare le emozioni complesse legate alla malattia: sono queste le principali attività che sarebbe importante assicurare grazie alla presenza continuativa in reparto di psicologi specializzati nell’età evolutiva. Ai genitori e famigliari, inoltre, possono essere offerti spazi individuali di sostegno 


Abbiamo chiamato questo cantiere progettuale AEROPLANI DI CARTA per il senso di vitalità, movimento e leggerezza che rappresenta
. La malattia e il ricovero in ospedale, infatti, sono come un momento di sospensione nella vita quotidiana di un bambino. La paura provocata da questo cambiamento improvviso, il clima di apprensione che si crea intorno a lui e l’esperienza del dolore fisico possono sommarsi fino a farlo sentire emotivamente bloccato, schiacciato dal peso di emozioni nuove a cui non riesce a dare un nome. Poter contare su qualcuno pronto ad accogliere questi vissuti emotivi complessi, che lo aiuti a capire che cosa prova e sente dentro di sé in un momento così intriso di paure e incertezze, per il bambino è come lanciare un aeroplano di carta in aria, mettere in movimento qualcosa di suo. E come l’aeroplano di carta, si può spiccare il volo una volta alleggeriti da quel peso di emozioni senza nome: ci si può muovere, planare e ondeggiare, si può anche cadere se c’è qualcuno curioso e fiducioso verso quel piccolo aeroplanino, con la sua voglia di riprovare a rialzarsi, affidandosi al proprio desiderio innato di movimento e di vita.

Aeroplani di carta, quindi, è un servizio pensato per far si che la malattia e il ricovero siano esperienze meno traumatiche, aiutando i bambini a sentirle come parte integrante del proprio percorso di crescita psico-fisico. L’ingresso in ospedale, infatti, è spesso vissuto dal bambino come un evento improvviso, una frattura del quotidiano e un ostacolo verso l’autonomia che egli sta conquistando. Diminuiscono le possibilità di movimento fisico, si modifica il regime alimentare, non c’è più la propria casa, la propria stanza, i propri giochi e libri, i propri fratelli, gli amici, la scuola, gli spazi del tempo libero. La giornata si riempie invece di nuove azioni e sentimenti che possono incutere paura: la visita del dottore, le analisi con grandi macchinari, le medicine da prendere, le pratiche mediche e terapeutiche a volte dolorose, la fantasia che i genitori possano non tornare più se si allontanano anche solo per un momento. Il bambino, inoltre, ha spesso difficoltà ad esprimere verbalmente un dolore fisico. Per cui, i timori verso un contesto nuovo come quello ospedaliero possono attivare difese e resistenze tali da rendere complessa anche la formulazione di una diagnosi. Il carico emotivo, d’altronde, può diventare eccessivo anche per il genitore, che può sentirsi sopraffatto, spaventato e bisognoso di un sostegno, soprattutto quando i sintomi del bambino non sono subito chiari. In simili circostanze, le difficoltà emotive di bambino e famigliari rischiano di ostacolare la collaborazione con i medici, intralciando la possibilità di una diagnosi più rapida e chiara, così come la scelta dei trattamenti più efficaci.

Occuparsi del benessere psicologico ed emotivo dei bambini in ospedale, quindi, risulta fondamentale sia per minimizzare il disagio che essi vivono in rapporto alla propria malattia e all’ambiente ospedaliero, sia per sostenere il lavoro di cura svolto dal personale medico-sanitario.

Aeroplani di carta è un progetto che parte dalla convinzione che un servizio continuativo di supporto psicologico specializzato in età evolutiva sia di fondamentale importanza in un centro di cura pediatrico, anche tenendo conto dell’esperienza di altre importanti realtà ospedaliere in Italia (come l’Ospedale Pediatrico Bambin Gesù di Roma, il Gaslini di Genova e il Meyer di Firenze). Un progetto di questo tipo, inoltre, è in linea con le più accreditate esperienze di Child Life Programs adottate da importanti strutture ospedaliere pediatriche a livello internazionale. 


Per informazioni

Dott.ssa Roberta De Lorenzis, Tel. 328.5609845
centropsifia@gmail.com